EPiC. ELVIS PRESLEY IN CONCERT – VOS

Elvis, il film biografico di Baz Luhrmann consacrato a Presley, era valso una nomination agli Oscar ad Austin Butler, ma con tutta la buona volontà l’attore non aveva mai catturato la folgorante esperienza carnale di guardare The King dal vivo. Quattro anni dopo, Luhrmann fa il mea culpa e la rivela in Epic, poema musicale e ritratto impressionista che porta a lucentezza le sessioni di prova di Elvis. Pescando negli archivi della Warner, Baz Luhrmann trova un tesoro, le scene tagliate di due documentari che testimoniano il ritorno di Elvis sulla scena nel 1970 a l’International Hotel di Las Vegas (Elvis: That’s the Way It Is) e la prima grande tournée nelle arene nel 1972 (Elvis on tour). Le immagini, riportate all’originario splendore dalla magia digitale del team di Peter Jackson, producono un effetto elettrizzante. Accomodati in prima fila assistiamo finalmente a quello che i puritani chiamavano il suo magnetismo animale. Vestito di bianco e di luce, di camicie psichedeliche, di pantaloni gessati, di cinture e frange, di gioielli e occhiali cromati, il dio è intoccabile e accessibile insieme, assediato dai fan e accompagnato dai suoi musicisti, linee di fuga che convergono sul suo petto, scoperto da una jumpsuit portata a pelle. Ma Epic non è soltanto un concerto filmato, è un racconto in prima persona. La voce di Elvis raccorda concerti, filmini di famiglia in Super8 e straordinarie sessioni musicali, una parentesi dorata da cui restano fuori gli aspetti più oscuri, per la gioia dei sensi. Il cardine di Epic restano soprattutto le performance teatrali, dove (ri)scopriamo l’impareggiabile showman, il corpo incandescente, il sorriso che uccide, la voce che passa dal velluto alla ruggine, mentre la sua cinegenia insolente trasuda e rende impossibile guardare altrove.

Luhrmann celebra l’uomo e l’artista, di cui mostra il ‘mestiere’, la maniera di costruirsi in scena, oscurate troppo spesso dalla leggenda, dalle cappe, da un finale tragico. In un panorama audiovisivo saturo di rievocazioni, biografie romanzate e foreverismo – un passato trasformato in presente perpetuo e redditizio per le industrie culturali -, la scelta di utilizzare l’archivio come esperienza cinematografica è già una dichiarazione forte. Lo schermo diventa uno spazio di restituzione piuttosto che di interpretazione. Perché questa volta non si tratta più di recitare Elvis, ma di osservarlo direttamente. Lui è lo spettacolo e lo spinge fino in fondo.

  • Categoria
    Documentario
  • Durata
    1 ora 36 min
  • Anno
    2026
  • Cast
    Elvis Presley
  • Regia
    Baz Luhrmann
Non è possibile partecipare alle serate del Circolo solo con biglietto senza sottoscrivere la tessera.
Il costo della tessera socio per anno solare è di 10,00 euro (la partecipazione al primo film è gratuita, ovvero senza necessità di biglietto)
Il costo del biglietto per il film (una volta ottenuta la tessera) è di 6,00 euro.
Per maggiori informazioni visitare Circolo del Cinema di Lucca

Programmazione:

Giovedì 21 Maggio

21:15